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martedì 15 luglio 2008

MobileMe, appena arrivato e già in affanno

Mentre cresce la soddisfazione a Cupertino per i considerevoli volumi di vendita del nuovo iPhone 3G e il successo dell'AppStore, tecnici e sviluppatori di Apple sono ormai impegnati da giorni nell'affinare MobileMe il servizio "cloud" che ha da poco sostituito la precedente funzione .Mac. Nonostante una dettagliata pianificazione, corredata da note informative puntuali agli utenti di .Mac, la transizione tra il vecchio sistema e il nuovo si è dimostrata molto più difficile del previsto, comportando numerosi disservizi - spesso non ancora risolti - per gli abbonati ai servizi Apple.

Concepito per fornire il massimo della sincronizzazione tra il proprio Mac, o PC, e il nuovo iPhone 3G, MobileMe è stato lanciato negli ultimi giorni della scorsa settimana sia per i nuovi clienti che per gli abbonati al precedente servizio .Mac. L'aggiornamento per questi ultimi al nuovo sistema "cloud" si è rivelato particolarmente macchinoso e in numerosi casi inconcludente. Dopo una fase di blackout durata anche 36 ore, periodo di tempo in cui gli utenti non hanno potuto usufruire delle tradizionali funzioni fornite da .Mac posta elettronica compresa, Apple ha iniziato a rilasciare a macchia di leopardo i nuovi servizi di MobileMe, generando così molta confusione tra gli utenti, che per intere giornate si sono confrontati online sul forum ufficiale di Cupertino.

Il passaggio da .Mac a MobileMe prevede, infatti, l'istallazione di un aggiornamento per i possessori di un computer Mac. L'update provvede a modificare gli account dal vecchio sistema al nuovo, introducendo negli applicativi coinvolti, tra cui Mail e iLife, le nuove funzionalità legate al servizio "cloud". A poche ore dal suo rilascio, Apple ha inspiegabilmente ritirato l'aggiornamento lasciando nella totale incertezza i numerosi abbonati all'ormai storico .Mac, che si sono confrontati a lungo sul forum ufficiale. Dopo numerose ore, la società di Cupertino ha infine rilasciato una nuova versione (da 1.0 a 1.1) dell'aggiornamento a MobileMe, consentendo nuovamente ai vecchi utenti la migrazione verso il nuovo sistema. Transizione che ha comunque riservato non poche sorprese.

Fino ad ora, infatti, la maggior parte degli utenti lamenta una forte lentezza dell'intero sistema sia nelle funzioni base come la posta elettronica, che in quelle più elaborate come la sincronizzazione dei calendari e delle gallerie fotografiche. La funzione di iDisk, il vero tallone di Achille della precedente versione .Mac, continua a funzionare a sprazzi con tempi di attesa particolarmente lunghi anche per l'upload di un solo file dal peso di pochi kb. Una prestazione nel suo complesso deludente e lontana dal sistema rapido e reattivo presentato appena un mese fa nel corso del WWDC.

MobileMe non supporta, inoltre, i browser più datati, richiedendo agli utenti Windows di passare almeno alla versione 7 di IE o alle edizioni superiori alla 1.5 per Firefox. Un dettaglio non indifferente, specie per chi lavora sui terminali aziendali in cui è impossibile procedere autonomamente a un upgrade di un applicativo importante come il browser. Anche la promessa compatibilità tra Windows XP e Vista con iDisk sembra non essere ancora pienamente operativa. Numerosi utenti lamentano l'impossibilità di predisporre il sistema operativo per riconoscere lo spazio di storage online di Apple, nonostante sia proprio la società di Cupertino a consigliarne l'utilizzo attraverso le pagine del suo sito di supporto.

Esasperati dai malfunzionamenti degli ultimi giorni, per un servizio in abbonamento da 99 dollari l'anno, numerosi utenti hanno dichiarato l'intenzione di chiedere un risarcimento ad Apple per le giornate in cui né .Mac né MobileMe hanno funzionato correttamente, nonostante l'impegno preso da Cupertino nei confronti dei suoi consumatori. Mentre sui forum ci si interroga sull'opportunità di rilasciare rapidamente un servizio lacunoso e in evidente affanno, ben distante da quanto promesso in precedenza, la situazione inizia lentamente a stabilizzarsi. Occorreranno probabilmente ancora alcuni giorni prima che MobileMe possa essere pienamente operativo, ma intanto lo scontento tra gli utenti aumenta.

Criticata la batteria dell'iPhone 3G: è davvero peggiorata?

Una delle prime critiche mosse al nuovo iPhone 3G di Apple, una che si è potuto toccarlo realmente con mano, è quella che riguarda la durata della batteria. Nonostante infatti essa utilizzi una tecnologia diversa ed innovativa rispetto alla versione 2G , come anche affermata già in fase di presentazione dalla stessa Apple, la batteria per il dispositivo UMTS ha prestazioni ben lontane dalla versione EDGE. Alla base di questo vi è l'innegabile fatto che l'UMTS di per se, soprattutto a causa dei numerosi passaggi 2G-3G e gli algoritmi di INTER-RAT ad esso associati, provocano un cospicuo aumento nei consumi di corrente, risultando dunque in un ridotto tempo di autonomia della batteria. PC World ha provato a mettere a confronto queste prestazioni con gli altri maggiori protagonisti della telefonia nel mercato americano.
iPhone 3g live
iPhone 3g live
Così si è visto che il nuovo iPhone 3G su rete AT&T ha un tempo di autonomia in conversazione di circa 5 ore e mezza be lontano dalle quasi 10 ore della versione EDGE; se il cambiamento può apparire critico, in realtà ci si rende ben presto conto che le prestazioni del nuovo iPhone sono assolutamente in linea con quelle di tutti i maggiori competitor nel segmento degli smartphone, se non migliori. Superiori di certo rispetto alle 5 ore e 18 minuti del HTC Touch Dual, alle 4 ore e 47 minuti del Pantech Duo, le 4 ore e 43 minuti del Motorola Q9.
Lo stesso campione di incassi, Nokia N95 , su rete AT&T raggiunge un tempo di talk time di sole 3 e 43 minuti.

iPhone 3G: la sicurezza preoccupa

Attenti ai malware sull'iPhone 3G . E' questo l'allarme lanciato dagli esperti di sicurezza di Trend Micro. “Gli utenti dell'iPhone presto si troveranno difronte a serie minacce di sicurezza se l'intera piattaforma del dispositivo non verrà migliorata”, si legge nel report “Trend Micro Threat Roundup and Forecast 1H 2008”.

“Grazie alle tante opzioni di connettività offerte dell'iPhone 3G molti utenti saranno più stimolati ad utilizzare siti per gli acquisti online e ad accedere a servizi di banking. Visto che la piattaforma dell'iPhone 2.0 è poco sicura, i dati di carte di credito potrebbero essere facilmente rubati”, hanno dichiarato gli esperti.

iPhone Hack
iPhone Hack

Come risolvere questo problema? Al momento non esistono vere e proprie soluzioni anti-spam o anti-spyware per l'iPhone ma gli sviluppatori Apple stanno già lavorando da tempo per migliorare l'affidabilità della piattaforma del loro gioiellino mobile.

Centrino 2, Intel firma la nuova rivoluzione dei notebook


In attesa dei risultati finanziari, che saranno resi pubblici nella notte tra il 15 e il 16 luglio, con qualche settimana di ritardo rispetto ai piani preventivati, Intel ha tolto i veli sulla nuova piattaforma per portatili Centrino 2, fino ad ora conosciuta con il nome in codice Montevina. Qualche ritardo dovuto all'approvazione di driver per il comparto video, che, secondo fonti Intel ufficiali, non comporterà a sua volta uno slittamento dei principali produttori di notebook basati sulla grafica integrata di Intel a metà agosto, come alcuni rumors in Rete avevano indicato ieri. È vero che il grosso quantitativo di notebook arriverà sugli scaffali tra agosto e settembre, nel cosiddetto periodo del back to school, mentre entro fine luglio si inizierà solo a vedere qualche esemplare di riferimento per alcuni produttori. Un ritardo che sembra però non preoccupare più di tanto Intel, che potrebbe aver regalato del tempo prezioso all'avversario di sempre, Amd, che proprio sulla grafica integrata potenziata nei portatili ha basato la sua proposta Puma, di cui vediamo i primi esemplari in commercio in questo periodo.
Intel ha ancora di più segmentato la piattaforma Centrino 2 in due offerte: consumer e business/professionale con Centrino 2 Vpro. Obiettivi da raggiungere sono una maggiore efficenza energetica, che permetta di aumentare la durata della batteria ma anche di far progettare notebook più sottili e leggeri, maggiore attenzione alla sicurezza, il tutto senza dimenticare l'aumento delle prestazioni, per ricreare l'esperienza di un pcdesktop anche su un notebook. L'idea è quella di poter garantire a un notebook a batteria almeno la durata di una riproduzione di un film su Blu-ray, il che richiede una notevole capacità di elaborazione dei componenti e di conseguenza della richiesta energetica.
Il lavoro fatto parte soprattutto da una ricerca nella diminuzione del consumo energetico, i nuovi processori Core 2 Duo sono progettati anche per avere un Tdp (Thermal Design Power, che sta ad indicare il massimo consumo da dissipare nel progetto del notebook) fino 25 Watt rispetto ai 35 della generazione precedente. A questo si aggiunge l'utilizzo delle nuove memorie RAM DDR3, che permettono di risparmiare fino a un 25% nei confronti delle DDR2 utilizzate sui notebook attuali. Inoltre le maggiori perfomance permettono di completare le operazioni in minore tempo, in questo modo il notebook entra in uno stato "di riposo" in un tempo più breve, ed è proprio in questo stato che gli ingegneri di Intel sono intervenuti per portare il processore a consumare il meno possibile. In un esempio, mettendo a paragone tre piattaforme con processori Core 2 Duo, Pentium e Celeron, si è visto come eseguendo le stesse operazioni la prima faccia segnare un consumo di 799 milliwatt per ora, contro i 1330 della seconda e i 1730 della terza. E questo sarebbe un grosso passo avanti nel risparmio della batteria se solo fosse affiancato a una ricerca più spinta e a un'adozione più rapida di pannelli di nuova generazione sui monitor dei portatili, visto che il componente più oneroso in fatto di consumo è proprio lo schermo LCD, che pesa quasi un terzo nel computo totale.
La piattaforma Centrino 2 consente inoltre di avere prestazioni grafiche migliorate, oltre a garantire una riproduzione di contenuti in alta definizione, permette ai produttori di notebook di integrare una porta HDMI, che serve per collegare il portatile a un televisore LCD o plasma, avere prestazioni grafiche 3D più elevate rispetto al passato e permette un utilizzo ibrido in combinazione con un chip video di terze parti come quelle di Ati o Nvidia, in sostanza il sistema si occupa di attivare o meno il chip esterno, più performante ma che consuma più energia, solo quando realmente necessario a seconda delle operazioni svolte, permettendo così di preservare la durata della batteria.
Nel chipset sono state anche introdotte alcune funzionalità interessanti dal punto di vista business, che Intel racchiude nel logo Centrino 2 Vpro, una sigla non del tutto nuova visto che Vpro era già stato lanciato in ambito desktop e denota le caratteristiche peculiari di un prodotto in grado per esempio di essere gestito da remoto, con tecnologie quali Active Mangement Technology. AMT è una soluzione molto utile nei dipartimenti IT delle grandi società che permette per esempio di gestire il notebook da remoto e di intervenire anche quando è spento, ma collegato alla rete elettrica, avviando il sistema operativo, gestendo solo la parte bios, risvegliando il sistema da stati di sospensione. Per far questo è stato migliorato anche il modulo di rete, sia cablata che WiFi, e nella proposta di Intel ai produttori non manca nemmeno un modulo che integra oltre al WiFi, nell'ultima release pre standard 802.11n anche il WiMax, di cui ricordiamo Intel è un strenu a sostenitrice. Nella piattaforma c'è anche spazio per la Turbo Memory, particolare memoria flash che dovrebbe aumentare le prestazioni del sistema ma oltre che aumentare il costo di produzione del notebook non comporta incrementi significativi che ne giustifichino il prezzo, dal momento che Vista non è in grado di sfruttarlo a dovere. Altro è l'attesa per i dischi SSD (Solid State Drive) al posto dei dischi tradizionli che Intel, uno dei maggiori produttori di chip NAND, spingerà a partire dalla fine dell'anno, il che potrebbe portare a una piccola rivoluzione nel campo della produzione di notebook.
I principali produttori sono pronti con il proprio lineup schierato al lancio, Acer, HP, Dell, Samsung, Lenovo, Fujitsu Siemens e Toshiba per citare i più famosi riveleranno nelle prossime ore, se già non l'hanno fatto i nuovi modelli basati su Centrino 2.

Seagate, un Barracuda da 1,5 Terabyte

La guerra dei Gbyte sugli Hard disk è ormai dei TeraByte. Seagate toglie i veli a un Barracuda da 1,5 Terabyte. Si tratta del primo disco fisso al mondo con una simile capacità, per battere Hitachi, che invece accelera su prodotti silenziosi e consumi ridotti. Secondo The Inquirer, i nuovi dischi fissi Barracuda 7200.11 di Seagate inaugurano la "11a generazione pensata per utenti che hanno l’hobby degli scaricamenti dalla rete". 2E’ un modello a 4 piatti con una velocità di trasferimento dichiarata di 120MBps. Ci sono versioni con cache da 16 e 32MB tutte e due in vendita con le versioni di minore capacità dal prossimo mese di agosto, almeno negli USA".

I modelli da 2,5 pollici dovrebbero essere commercializzati nell’ultimo trimestre. Al momento non sono stati resi noti i prezzi.

lunedì 14 luglio 2008

The Pirate Bay: cifreremo Internet

Soluzione definitiva ai problemi della privacy in rete o ennesimo sogno interrotto dei sempre troppo indaffarati owner della Baia del P2P? Fa discutere il progetto di cifratura definitiva di tutte le comunicazioni telematiche proposto da The Pirate Bay, codificato nella dicitura Transparent end-to-end encryption for the internets, IPTREE in breve. Un progetto lanciato proprio nel periodo in cui i governi adottano programmi di sorveglianza distribuita dalle dimensioni mai viste prima.

Fredrik "TiAMO" Neij, uno dei tre fondatori di TPB, presenta la bozza tecnica del sistema appunto come il tentativo di neutralizzare alla base questo genere di iniziative. Come? Spostando l'integrazione degli algoritmi di cifratura dalle applicazioni a livello dei protocolli di rete.

IPTREE dovrebbe prendere la forma di un componente o un driver di rete sostitutivo per il sistema operativo, sia esso Windows, Mac OS o Linux, capace di automatizzare le operazioni di codifica e decodifica dei flussi di informazioni. Le chiavi di cifratura generate al volo per la sessione verrebbero scambiate prima dell'effettivo invio dei dati: essendo il tutto gestito a basso livello non occorrerebbe che le applicazioni fossero compatibili o anche solo consapevoli di quello che succede durante il trasferimento.

IPTREE è pensato per essere un meccanismo flessibile e intelligente, capace, all'occorrenza, di autoescludersi qualora il server remoto non lo supportasse e di passare al volo alla comunicazione "in chiaro". Ma soprattutto IPTREE vorrebbe diventare, negli obiettivi di TiAMO e degli altri,
un sistema standard per mettere al riparo le comunicazioni online da spioni di stato e altri malintenzionati assortiti.

"Il codice dimostrativo sarà presto disponibile per Windows e Linux", promette Neji, che ammette implicitamente come IPTREE sia ancora nella sua fase embrionale e come sia tanto il lavoro che rimane da fare, soprattutto per rendere l'architettura scalabile e disponibile in maniera adeguata alla sua implementazione da parte degli amministratori di server e sistemi remoti.

Non è ancora nato e già le perplessità sulla riuscita del nuovo progetto di TPB sono tante: prima di tutto va considerato l'inevitabile impatto sulle prestazioni, poi il fatto che già oggi gli strumenti di "sniffing" più sofisticato dei flussi telematici si basino più sui pattern comportamentali dello scambio di informazioni che sul loro contenuto. Contro quelle soluzioni specializzate nell'analisi delle abitudini di navigazione come l'apparentemente già fallita NeduAd, inoltre, un sistema come IPTREE che cifra il traffico ma non può nascondere la destinazione, non appare efficace fino in fondo.

Ma soprattutto va considerato che la cifratura delle informazioni, nei fatti, è già largamente usata su Internet in un numero crescente di applicazioni: è cifrato il traffico VoIP su Skype, è cifrato lo scambio di dati su eMule, l'e-banking avviene da tempo su canali protetti e via di questo passo. Una standardizzazione delle comunicazioni protette, almeno nel breve/medio periodo, non appare un'esigenza particolarmente sentita.

C'è infine l'incognita sulla capacità, per una Baia sempre più protagonista ma sempre meno in grado di concretizzare in tempi brevi le sue proposte, di far arrivare in porto IPTREE. Dopotutto di quel Video Bay di oltre un anno fa ancora non si vede l'ombra, così come latita la recentemente annunciata introduzione del layer di protezione SSL aggiuntivo al traffico del portale.

p.s: Notizia presa da www.punto-informatico.it

IE manda in tilt l'attivazione degli iPhone

Il lancio del nuovo iPhone 3G sembra essere stato più caotico del previsto, specialmente in alcuni paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, dove i sistemi di attivazione del dispositivo non hanno funzionato a dovere. Dopo un'attesa durata settimane, venerdì scorso lo smartphone di Apple è approdato in numerosi mercati, per la gioia dei fan in coda per aggiudicarsi uno dei primi dispositivi prodotti da Cupertino. Il lancio su larga scala ha però comportato uno sforzo organizzativo e di coordinazione molto pesante per Apple, che nonostante l'attenta pianificazione sembra essere fallito almeno in parte.

A causa di alcuni problemi tecnici legati alla registrazione dei singoli iPhone, procedura necessaria per attivare e rendere funzionanti i dispositivi, decine di migliaia di clienti hanno dovuto attendere numerose ore prima di poter oggettivamente utilizzare il tanto agognato smartphone. Un disguido tecnico non ha permesso il download da alcuni dei siti web internazionali di Apple della nuova versione di iTunes, appositamente studiata e sviluppata per attivare e gestire in maniera ottimale i nuovi iPhone 3G. L'impossibilità di ottenere l'ultima versione dell'applicativo ha così rallentato le procedure di registrazione e attivazione necessarie per rendere pienamente operativo lo smartphone. Ma le cose in Gran Bretagna sembrano essere andate ancora peggio.

Desiderosi di ottenere i primi esemplari del nuovo dispositivo, molti fan della mela hanno creato una lunga coda al di fuori di uno dei principali negozio del gestore telefonico O2, esclusivista britannico per l'iPhone, a Londra. Quella che doveva essere una semplice coda per acquistare il tanto desiderato cellulare touchscreen si è invece rivelata come un'eterna attesa, causata dal malfunzionamento dei sistemi di O2 per la registrazione dei contratti necessari per ottenere l'iPhone in abbonamento mensile. Il sistema in Rete della società telefonica richiede, infatti, l'utilizzo di Internet Explorer di Microsoft per la registrazione di un nuovo cellulare. Per ovviare all'inconveniente, e mantenere ben visibili i propri Mac al posto dei PC, Apple aveva approntato nel negozio di Regent Street a Londra alcuni software di virtualizzazione per utilizzare Internet Explorer sui suoi sistemi.

Nonostante la presenza dei due sistemi, Mac e Windows, il sistema di registrazione si bloccava dopo i primi passaggi, impedendo agli addetti di O2 di attivare i contratti e gli iPhone 3G. Stando alle informazioni fornite dal sito di informazione Macworld, il fenomeno si sarebbe verificato in numerosi negozi O2 della nazione, creando non poca delusione negli appassionati dello smartphone, impossibilitati ad acquistare il dispositivo per cui si erano messi in coda alcune ore prima.

Gli addetti di alcuni store di O2 non si sono dati per vinti e hanno iniziato una registrazione preliminare segnando con carta e penna codici dei telefoni e nominativi degli acquirenti, ma la procedura non sembra aver accorciato di molto i momenti di attesa. Verso la fine della prima giornata di commercializzazione dell'iPhone 3G i problemi sono progressivamente rientrati, consentendo acquisiti e procedure di registrazione più rapidi.

La decisione di rilasciare nella medesima giornata un alto numero di innovazioni, dal nuovo iTunes a MobileMe passando per la commercializzazione del nuovo iPhone, si è rivelata di difficile realizzazione per Apple, che ha dovuto affrontare non pochi problemi organizzativi. Mentre migliaia di clienti tentavano invano di registrare e attivare il loro iPhone, molti altri utenti della mela hanno avuto non pochi problemi con la transizione dal sistema ".Mac" alla nuova serie di funzioni "cloud" di MobileMe.

Nonostante l'alto numero di notizie fornite nel corso delle ultime settimane, a ridosso dell'attivazione del nuovo servizio le informazioni da parte di Apple sono state spesso lacunose e frammentarie. La sezione del Forum di Apple dedicata ai servizi MobileMe contiene già alcune migliaia di messaggi, inviati dagli utenti inquieti per il lungo periodo di down dei servizi di posta elettronica (in alcuni casi decine di ore) e disorientati dall'arrivo a macchia di leopardo del nuovo servizio "cloud". La transizione, per taluni non indolore, tra .Mac e MobileMe dovrebbe concludersi entro il 24 luglio.